Cosa vedere dell’Appia Antica: tutto sulla via e le Catacombe

Quando si pensa all’impero Romano e ai suoi monumenti si pensa subito al maestoso Colosseo e ai Fori Imperiali, ma costruzioni altrettanto durevoli e importanti sono sicuramente state le strade. Come ci spiega Romolo Staccioli, epigrafista, “lungo le strade circolavano le idee, le influenze artistiche, le dottrine filosofiche e religiose”, incluse quelle del cristianesimo.

La via publica: regina viarum

La prima grande via publica (o, come diremmo oggi, statale) fu l’Appia ora denominata Appia Antica. Denominata “regina delle strade”, collegava Roma con Brindisi, porto per l’Oriente. Prese nome da Appio Claudio Cieco, il magistrato romano che iniziò a costruirla nel 312 a. C. circa.

Le strade romane erano realizzate con cura in modo che fossero solide e belle. L’obiettivo era che il tragitto tra la città di partenza e quella di destinazione, fosse il più breve possibile, ecco perché molte di queste strade erano e sono dei rettilinei. Per ovviare ai cambiamenti atmosferici ed adeguarsi a un territorio cambiante, le strade venivano costruite dal lato esposto al sole e a mezzacosta.

È davvero un’opera di ingegneria straordinaria: la sede carrabile era di circa 4 metri e nelle curve era anche più larga. Si percorreva nei due sensi di marcia. La strada consisteva in una stratificazione di materiali diversi: prima pietrame più grosso, poi ciottoli o pietrisco forse legati con la malta e in cima ghiaia compressa o pietre come appare nella nostra via Appia. Un altro straordinario particolare era che queste strade avevano forma a schiena d’asino, per favorire il deflusso dell’acqua piovana nelle apposite cunette laterali. Questa tecnica ha permesso di far durare questi monumenti e a dare a noi la possibilità di ammirarne l’ingegneria. Un viandante poteva percorrere a piedi 25-30 chilometri al giorno. Per sapere quanto distava una città, i viaggiatori avevano a disposizione i miliari, lapidi, di solito cilindriche, ubicate ogni 1.480 metri, la lunghezza del miglio romano. Non mancavano punti di ristoro, dove i viaggiatori potevano cambiare i cavalli, acquistare qualcosa da mangiare o, in alcuni casi, trascorrere la notte. Alcuni di questi luoghi divennero in seguito vere e proprie cittadine.

La via Appia Antica inizia il suo percorso da Porta Capena, nei dintorni del Circo Massimo e si trova in un aerea ora definita Parco Regionale dell’Appia Antica. Include la valle della Caffarella e varie aree archeologiche come quelle degli Acquedotti, di Tor Fiscale etc.. 

Le Catacombe

A causa di una legge Romana che impediva di seppellire i defunti all’interno dell’urbe, lungo la via Appia, una delle prime cose in cui ci imbattiamo, sono i sepolcri: monumenti di famiglie illustri del tempo ma anche cimiteri veri e propri (le cosiddette catacombe) e colombari.

Le Catacombe di San Callistio sono di gran lunga le più importanti. Devono il loro nome al diacono Callisto che era preposto alla gestione di questa area funeraria sorta nel II secolo d.C. Una volta divenuto Papa, Callisto ampliò quest’area e la fece divenire quella ufficiale della Chiesa.

In quest’area sotterranea sono stati sepolti più di 50 martiri e 16 pontefici.

Oltre alle catacombe di San Callistio, sono visitabili anche quelle di San Sebastiano. Interessante che nel periodo dell’Alto Medioevo, quest’ultime, furono chiamate in Memoria Apostolorum, in quanto, per un certo tempo, furono ivi deposte le reliquie degli Apostoli Pietro e Paolo. È veramente un grande patrimonio storico culturale che non può mancare nei propri itinerari. 

L’ex cartiera Latina

Questa antica struttura vide i suoi albori già nel XI secolo come stabilimento dove avveniva la follatura della lana e successivamente adibito alla macinazione del grano. Solo nel 1912 venne usato come cartiera. Rimarrà aperta sino al 1985.  Ora ospita attività per bambini, laboratori e mostre. Va da sé che la mostra permanente include i macchinari per la produzione della carta con tanto di pannelli esplicativi. 

Da non dimenticare: il Parco della Caffarella nel quale potrete trovare attività sia didattiche che ludiche per bambini, sei circuiti a piedi, cinque da percorrere in bicicletta e il Sentiero dell’acqua: 6 km da scoprire lontani dalla confusione cittadina. 
Lo storico bizantino Procopio, a 900 anni dalla sua costruzione, definì la via Appia “una meraviglia”. Oggi come allora, queste pietre subiscono il passaggio di persone e di auto, subiscono eventi atmosferici, il trascorrere del tempo ma rimangono lì, a silenziosa testimonianza di un passato ormai lontano.

  • 6 Febbraio 2020

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