Weekend a Roma? Un consiglio: non andate al Colosseo!

Roma è sinonimo di Colosseo. Lo si ritrova nelle cartoline, magneti e chi non si è fermato ad ammirarne la bellezza, la sua magnificenza? È successo a tutti. Questa volta il nostro consiglio è di fare una visita a Roma insolita, diversa, lontano dai luoghi comuni. E’ molto probabile che tutte le volte che siete stati in questa bellissima città, il Colosseo sia stata anche una tappa fondamentale della vostra visita e ormai, ne conoscete ogni millimetro. Il motivo principale per cui sconsigliamo la visita al Colosseo, soprattutto a chi arriva nella Capitale per solo due o tre giorni, è il problema della fila infinita: davanti all’ingresso c’è sempre una coda lunghissima e non tutti hanno voglia di rimanere in piedi per diverse ore aspettando il momento di entrare. Tanta gente, tantissimi turisti soprattutto nel weekend si riversano in quello che a tutti gli effetti è il simbolo supremo della Capitale. Ma stavolta avete deciso di ascoltare il nostro consiglio: visiterete Roma senza andare al Colosseo. Soprattutto se avete poco tempo, utilizzare un’intera giornata tra fila e visita può essere una scelta non ottimale: questa meravigliosa città vi darà molte alternative al già menzionato monumento. 

Museo delle cere

Non molto pubblicizzato, molti turisti non sanno che anche a Roma esiste un Museo delle cere. Il primo in Italia e il terzo per importanza in Europa, dopo Londra e Parigi, per numero di personaggi ospitati. Diviso in diverse sale incontreremo Poeti, personaggi dello spettacolo, dello sport e delle fiabe, inventori e altro. Esiste anche una sala per i più piccoli affascinati dagli animali preistorici: qui potrete incontrare il Tirranosauro, il Protoceratopo, Triceratopo e il Brontosauro. Si può visitare tutti giorni dalle 9 alle 21 e due persone potranno entrare a prezzo ridotto con la Carta PerDue. L’indirizzo del Museo delle cere si trova in Piazza dei Santi Apostoli 68 nelle vicinanze di Piazza Venezia. 

La zuppiera di corso Vittorio 

La fontana della terrina o zuppiera è piuttosto insolita. Vi è mai capitato di vedere una fontana coperta? Questa ce l’ha! La storia del suo coperchio è alquanto buffa. In origine si trovava dal 1590 nella Piazza Campo de’ Fiori (ora si trova in Piazza della Chiesa Nuova nel quartiere Parione) e non aveva il coperchio. Era una bellissima fontana ovale ornata da quattro delfini che la riempivano d’acqua e posizionata sotto il livello del mare. A quel tempo così come oggi, in Piazza Campo de’ Fiori ogni giorno si apriva un mercato popolare di fiori e verdure e, senza curarsi dei divieti e delle multe, si continuava a gettare immondizia e avanzi nella fontana come se fosse un raccogli rifiuti. Nel 1622, per ovviare a questa indecenza, venne posta sulla stessa, una volta divelti i delfini, un gigantesco coperchio, una terrina per l’appunto. Senza ombra di dubbio un’idea originale. Lo scultore sconosciuto pose anche una iscrizione insolita che vale la pena riportare: “Ama Dio e non fallire. Fa il bene e lassa dire. MDCXXII”. Se volete vedere qualcosa di veramente originale allora è qui che dovete venire. 

La fontana con la palla di cannone 

Anche questa è una fontana curiosa. Si trova dinanzi al Palazzo dei Medici. Non è tanto la sua struttura ad incuriosire quanto le storie ad essa connesse. Per esempio una di queste narra che la Regina di Svezia, Cristina, una donna molto eccentrica, un giorno desiderando andare a caccia e non avendo compagnia, sparò una palla di cannone per svegliare il proprietario di Palazzo Medici e avere così un compagno per la caccia. L’ammaccatura sul portone di bronzo è tutt’oggi visibile. I racconti sul perché questa palla di cannone si trovi lì sulla fontana non sono tutti univoci e che si tratti di una leggenda è presto confermato dal fatto che una palla di cannone non avrebbe potuto da Castel Sant’Angelo giungere sino a Villa Medici ma a chi la racconta piace così. 

La cupola piatta 

Come può essere una cupola piatta? È una contraddizione in termini ma nell’arte anche questo è possibile. Si trova questa cupola originale nella chiesa di Sant’Ignazio di Loyola in Campo Marzio. Si tratta di un’illusione ottica ad opera del gesuita pittore Andrea del Pozzo

Perché fu necessario? Perché nel 1685 quando la Chiesa era al punto di essere terminata, mancava ancora la cupola e anche i soldi per portarla a compimento. Con questo stratagemma si ovviò a tale dilemma. È veramente incredibile come, se non ne siete a conoscenza, possa sembrare del tutto reale. Un’altra storia inedita: è vero che fu il frate a realizzare questa cupola particolare, ma si narra che siano stati i romani a vietarne la costruzione perché avrebbe ostruito il sole. Meglio il sole che una cupola, no? 

Roma è veramente una città che sorprende e incuriosisce se solo ci prendiamo il tempo di conoscerla un po’ più intimamente.

  • 2 Febbraio 2020

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