Weekend Pasqua a Roma, dove andare? Alla scoperta del Ghetto!

Pasqua è sempre un periodo piacevole. La primavera è alle porte se non già iniziata. Si ha qualche giorno di vacanza in più. E la gente, finito oramai l’inverno, ha voglia di uscire e di farsi un giretto in qualche borgo sconosciuto. E se la nostra meta fosse Roma? In ogni stagione, questa città offre sempre un quadro di sé meraviglioso. Visto che la Pasqua è anche una festa ebraica, perché non visitare il ghetto di Roma o quartiere ebraico e, per rimanere in tema, farci una scorpacciata di piatti gustosi come gli ormai famosi carciofi alla giudia?

Il ghetto di Roma: la storia

Vicino all’Isola Tiberina, è uno dei quartieri più vivaci di Roma. Si fregia di essere anche uno dei ghetti più antichi, costruito solo 40 anni dopo quello di Venezia. Viene alla luce nel 1555 con l’emanazione di una bolla pontificia che obbliga tutti gli ebrei di Roma ad abitare nel rione Sant’Angelo a fianco del teatro Marcello. Gli ebrei non possono comprare casa, devono essere identificabili attraverso un indumento, per gli uomini sarà un cappello di colore giallo, per le donne un velo dello stesso colore (segno distintivo delle meretrici) e di sera hanno il divieto di circolare per Roma, le porte del rione infatti vengono chiuse. Questa è stata la vita degli ebrei nella nostra magnifica città dal 1555 sino alla fine del 1800. In quei 250 anni circa, il ghetto fu dismesso e riportato in auge a seconda della veduta, più o meno progressista, in fatto di discriminazione razziale, dei pontefici in carica. Nel 1888, con l’annessione di Roma al Regno d’Italia, il ghetto ebraico viene ufficialmente chiuso. Iniziò quindi un’opera di ricostruzione di case ed edifici perché, anche se non più costretti a risiedere in quel quartiere, molti ebrei vi rimasero sentendo un certo senso di appartenenza. Nel 1904 venne realizzata la sinagoga chiamata il Tempio Maggiore. È sicuramente la sinagoga principale di Roma ed è una delle più imponenti in Europa. Al suo interno si può visitare il Museo ebraico che ospita mostre e collezioni.

Le pietre d’inciampo

Camminando per le vie di questo quartiere, non potrete fare a meno di incappare nei blocchetti di ottone, della dimensione di un sampietrino, chiamate le pietre d’inciampo. Cosa sono? È un progetto a ricordo dei cittadini ebrei uccisi dal regime nazista. Nei blocchi sono incise il nome e cognome di ebrei, vengono poste dinanzi alla casa dove visse o nel luogo deve venne fatta prigioniera la persona, data di nascita e data di morte. È un’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig che dal 1992 sino a oggi le sta posizionando in tutti i paesi europei dove avvenne l’orrore del nazismo. Anche Roma ha la sua triste storia da raccontare e i suoi cittadini ebrei da piangere. Il 16 ottobre del 1943, i nazisti, al comando di Kappler, deportarono in massa i 1259 ebrei di Roma nel campo di concentramento di Auschwitz. Degli ebrei deportati, fecero ritorno solo in sedici, quindici uomini e una donna. A ricordo degli altri questi piccoli blocchetti d’ottone.

Passeggiando per il ghetto di Roma

Il ghetto di Roma offre tante cose belle da vedere. La prima a destare la vostra ammirazione sarà senz’altro il Portico D’Ottavia, affianco al Teatro Marcello. Il Tempio Maggiore è un altro monumento da conoscere assolutamente. Potrete respirare l’atmosfera del tutto particolare di questa piccola città, anche solo camminando per le strade maestre come quelle di Sant’Antonio e della Reginella. Vi renderete subito conto di essere in un mondo a parte. Incontrerete giovani ebrei con il loro tipico copricapo, troverete scritte in ebraico e incapperete in ristoranti che vi proporranno la tipica cucina ebraica Kosher

Carciofi alla giudia 

Diversamente da ciò che potreste pensare, questo non è un piatto prettamente ebraico ma deriva dall’unione delle due cucine: quella romana e quella giudaica. Ricetta molto antica, sostanzialmente molto semplice. Vede l’utilizzo di carciofi cimaroli, comunemente detti mammole, qualità coltivata fra Ladispoli e Civitavecchia. Per la sua caratteristica di non avere spine, non ha scarti e, dopo essere stati messi a bagno in una miscela di acqua e limone, vengono fritti. Non li avete mai assaggiati? Hanno conquistato i palati di tutti, sono una vera prelibatezza, quindi perché, per questa Pasqua, non decidete di farvi una capatina al ghetto di Roma e provare i suoi famosi carciofi alla giudia? Non ve ne pentirete! Buon appetito!

  • 26 Febbraio 2020

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