Weekend vicino Roma, cosa fare? Gita a Tivoli con due luoghi da non perdere

Roma, culla dell’impero romano, è una città unica e meravigliosa con tante cose da vedere e imparare. I suoi imperatori, comunque, non hanno abbellito solo l’urbe ma anche i borghi limitrofi come Tivoli. Entrate a far parte del Patrimonio mondiale dell’Unesco, anche Villa Adriana e Villa D’Este meritano una visita accurata per ammirarne i resti della prima e i magnifici giardini della seconda. Ecco cosa vi aspetta se vi prenderete un po’ del vostro tempo per visitare questi due siti meravigliosi. 

Indice dei contenuti

  1. Villa Adriana
    1. Villa D’Este

      Villa Adriana

      Bellissima Villa voluta dall’imperatore Adriano, sorse su una antica costruzione di proprietà della moglie Vibia Sabina. Risale al 117 a. C. Si pensa che lo stesso Adriano, ritenuto un architetto di primo livello, partecipasse alla sua realizzazione. Anche se mantiene i tradizionali standard dell’epoca, la Villa è unica nel suo genere. Sembra infatti, per i nomi che l’imperatore diede ai vari edifici presenti, sia una ricostruzione, rimodellata secondo la creatività personale di Adriano, di luoghi particolari a lui cari dove aveva soggiornato. Immerso nel verde, il silenzio e la tranquillità del posto lo rendono molto suggestivo. Nell’edificio sono individuabili diverse aree. La prima, quella che affascina subito il visitatore è chiamata il Pecile, un ampio quadriportico con al centro una bella piscina il cui uso era per passeggiate sia invernali che estive, permesse dal suo orientamento. Non manca nemmeno la sezione termale. Si sono ritrovati i resti infatti delle Piccole Terme, con tutta probabilità destinate all’uso delle sole donne. Dotato di due grandi piscine, di un Frigidarium, tepidarium e la natatio. Accanto le Grandi Terme. Questo complesso probabilmente era a uso esclusivo degli uomini; anche qui ritroviamo il frigidarium e tepidarium. Una sala che probabilmente veniva usata come sudatio o bagno turco. Il riscaldamento era a pavimento e alimentato dalle acque calde Albulee. Anche qui due piscine. Tra l’una e l’altra struttura un vestibolo utilizzato forse come ginnasio. È probabile che almeno le Grandi Terme fossero utilizzate dal personale di servizio. Oltrepassandole, giungiamo al famoso Canopo, un lungo canale terminante in un’esedra, un incavo semicircolare sovrastato da una semi cupola. Sia il canale che l’edificio su cui si affaccia è abbellito da statue che rappresentano elementi greci ed egiziani. Questo fatto ha portato a pensare che, in questa parte della Villa, l’imperatore Adriano abbia voluto riproporre il canale che collegava Alessandria d’Egitto alla città di Canopo, dove era ubicato il famoso tempio di Serapide

      Il tempio di Apollo è con tutta probabilità la zona meglio conservata. Di notevole interesse anche l’edificio con tre Esedre utilizzato, si pensa, soprattutto nella stagione estiva come sala da ricevimento per banchetti ufficiali. Visibile anche il Palazzo invernale e la Piazza d’oro, complesso di ambienti di rappresentanza. Insomma, da quanto visto, una residenza degna davvero di un re!

      Villa D’Este

      Voluta dal Cardinale Ippolito II d’Este, si può definire questa Villa come il capolavoro rinascimentale italiano. Progettato dall’urbanista e architetto Pirro Ligorio, anche se fu affiancato da un impressionante numero di artisti e aiutanti, il luogo doveva essere un piacevole momento per incontri e colloqui più meditati e lunghi. Più della residenza, di questo posto affascina soprattutto il giardino disposto a terrazze e pendii, con fontane, piccole e grandi, e vasche che si perdono a vista d’occhio, ma il tutto perfettamente in equilibrio. Non infastidisce il rumore dell’acqua che esce dalle oltre 50 fontane, i 250 zampilli, le 60 polle d’acqua e 255 cascate che vanno a riempire le 100 vasche, abbellite da 20 esedre e 30.000 piante stagionali, 150 piante secolari ad alto fusto e 15.000 piante ed alberi ornamentali perenni. Il tutto collegato da viali e rampe. Questi numeri servono per fare comprendere la vastità del giardino e la meticolosità che Pirro profuse nella sua realizzazione. Spettacolari le Cento Fontane che ne collegano due: la Fontana della Rometta con quella dell’Ovato. Queste cento fontane costeggiano un viale e sono disposte su tre file e l’acqua zampilla da gigli, obelischi e aquile. Si narra che i tre livelli simboleggino i tre fiumi della zona (Aniene, Ercolaneo, Albuneo) che sfociano nel Tevere rappresentato dalla fontana Rometta. Piante e alberi rendono questo viale un percorso di pace e serenità. Degna di nota la fontana dell’Ovato per la cascata definita, per la sua bellezza, la regina delle Fontane. Ma non vogliamo dirvi tutto noi…il resto dovrete vederlo con i vostri occhi!

      Villa Adriana e Villa D’Este sono due emblemi di ciò che l’uomo, con il suo ingegno e il suo gusto per la beltà, può realizzare. Davvero straordinario! 

      • 15 Settembre 2020

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